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La mastectomia è un intervento chirurgico che comporta la rimozione di uno o entrambi i seni. Si effettua quando non è possibile ricorrere a una soluzione conservativa per la cura del tumore al seno.
L’intervento di mastectomia al seno consiste nella rimozione del tessuto mammario per rimuovere il cancro o per impedire la sua probabile comparsa. In questo caso, si definisce l’intervento una mastectomia preventiva perché si rimuove una o entrambe le ghiandole mammarie in una persona sana che, però, è portatrice di mutazioni genetiche.
Di solito l’intervento di mastectomia avviene su un solo seno, ma ci sono casi in cui si interviene con una mastectomia bilaterale che coinvolge la rimozione di entrambi i seni. In genere si tratta di una misura preventiva contro il cancro effettuata da chi corre seri rischi di sviluppare il carcinoma alla mammella. Gli esempi più noti di mastectomia bilaterale preventiva sono Angelina Jolie e Bianca Balti, entrambe portatrici di mutazioni genetiche BRCA.
Le cicatrici da mastectomia sono una conseguenza inevitabile dell’intervento. Oggi, però, il loro impatto è ridotto soprattutto quando si sceglie di unire mastectomia e ricostruzione in un solo intervento. Esistono numerose tecniche di ricostruzione dopo la mastectomia che includono l’uso di espansori o di protesi. Si può anche decidere di fare tutto in un secondo momento e scegliere di sottoporsi a una nuova operazione per inserire la protesi dopo la mastectomia. Così come si può effettuare il lipofilling del seno dopo la mastectomia, facendo ricorso a tessuti propri del paziente. A completamento dell’intervento per migliorare l’aspetto estetico del seno, molte donne scelgono il tatuaggio del capezzolo dopo la mastectomia. Grazie alla dermopigmentazione è possibile ottenere un risultato molto realistico.
Ci sono donne che preferiscono optare per la mastectomia semplice senza ricostruzione. Succede, per esempio, quando non si vuole correre il rischio che le protesi mammarie portino complicanze come la contrattura capsulare dopo la mastectomia. Per quanto il chirurgo faccia il possibile per ridurre le probabilità, infatti, l’intervento di ricostruzione del seno dopo una mastectomia presenta sempre il rischio di complicanze.
Per avere un’idea della durata dell’intervento, dei tempi di riabilitazione dopo la mastectomia, bisogna valutare diversi fattori. Unire la mastectomia con la ricostruzione immediata del seno comporta tempi più lunghi in sala operatoria rispetto a chi sceglie di effettuare gli interventi in due momenti diversi. Molta differenza è dettata dal fatto che si proceda anche all’asportazione dei linfonodi ascellari. Perché in questo caso, il post operatorio della mastectomia può essere più doloroso e comportare maggiori effetti collaterali.
Quando si effettua la biopsia del linfonodo sentinella, la dissezione o lo svuotamento ascellare, il rischio di linfedema dopo una mastectomia aumenta. Avere un braccio gonfio dopo la mastectomia è normale, ma se l’edema non si sgonfia a qualche settimana dalla mastectomia è bene andare dal fisioterapista esperto in linfedemi. Questa è sempre la cosa migliore da fare, sia per la riabilitazione del braccio dopo la mastectomia sia per monitorare e ridurre il gonfiore, evitando che si trasformi in linfedema all’arto superiore post mastectomia.
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