tumore utero testimonianza

Più forti nell'amore contro il tumore all'utero

Il racconto di una coppia che affronta insieme la diagnosi di tumore ovarico. Erika e Milena finiscono l’una le frasi dell’altra. Perché in amore ogni passo si compie ogni passo tenendosi mano, soprattutto se il cammino ti porta dentro e fuori dall’ospedale a combattere contro il cancro. Hanno aperto un canale YouTube dove raccontano i piccoli scorci quotidiani di una vita normale. Ma i loro sorrisi, e il sentimento che le lega, sono davvero speciali.

“Forse è perché abbiamo sconfitto il cancro insieme” dicono convinte e si guardano negli occhi, come per darsi la forza di ripercorrere i momenti peggiori. “Tutto è iniziato a giugno del 2020, quando ho avvertito i primi sintomi di quello che poi mi avrebbero diagnosticato cancro” ricorda Erika. “Avevo l’addome gonfissimo: mi sono messa a dieta, andavo a correre eppure la pancia rimaneva uguale. L’altra stranezza era il ciclo costante, la terza cosa era il forte senso di pesantezza anche se non mangiavo nulla. Così a settembre siamo andate dal ginecologo”. Lo specialista nota qualcosa che non lo convince e, dopo una trafila di esami e visite, arriva la diagnosi.

La diagnosi di tumore ovarico

Erika si blocca, non riesce più a parlare per le emozioni ancora intense che le provocano il ricordo di quel periodo. Le lacrime rigano il suo volto perché anche solo rivivere il momento della diagnosi fa male. Così Milena prosegue. “I medici ci hanno spiegato che Erika aveva un tumore all’ovaio. Ci siamo guardate e abbiamo subito pensato che quella era l’ennesima prova che la vita ci metteva davanti. Abbiamo già superato tanti ostacoli per il nostro orientamento sessuale, e siamo andate contro tutto e tutti per sposarci. Quindi avremmo vinto anche questa sfida”.

“I medici ci hanno spiegato che Erika aveva un tumore all’ovaio. Ci siamo guardate e abbiamo subito pensato che quella era l’ennesima prova che la vita ci metteva davanti”

Un intervento non basta, servono tre diverse operazioni

“Adesso piango, ma paradossalmente quando ho sentito la parola tumore non sono riuscita a realizzare quello che stava accadendo” racconta Erika. “Per giorni non mi sono resa conto della gravità della situazione. Parlavo di me come di un’entità lontana”. Di fronte a una diagnosi del genere qualsiasi reazione è valida. L’importante è andare avanti. E questa coppia lo fa, superando addirittura diversi interventi.

“Il peggiore è stato il terzo intervento chirurgico perché inatteso e urgente: si era perforato l’intestino” spiega Erika. “Ho sentito che il mio corpo non ce la faceva più. I medici hanno detto a mia mamma e a mia moglie di pregare e che avrebbero potuto dichiararmi fuori pericolo solo dopo sette notti. Sembrava la fine, invece poi ho capito che avevo ancora tanto da dire e da fare. Non era il mio momento”.

Milena annuisce, mentre ripensa a quel periodo difficile che hanno vissuto durante la pandemia. “All’inizio non potevo nemmeno andare a trovarla in ospedale, aspettavo con ansia l’ora delle nostre telefonate. Mi sembrava di vivere in un brutto sogno dal quale non riuscivo a svegliarmi”. Quando le dicono che deve imparare a fare le medicazioni a Erika per la stomia, finalmente Milena ottiene il permesso di entrare in reparto. “Sì, ho imparato a fare l’infermiera, a prendermi cura di lei che all’inizio non si accettava, tra flebo e dolore. Non è stato affatto facile, perché avevo finito permessi e ferie. Senza contare che adare avanti e indietro tra casa nostra ad Aosta e l’ospedale a Torino era pesante anche economicamente”.

Il tumore è una brutta tempesta prima del sole

“Per fortuna, ci hanno aiutato i miei colleghi che mi hanno donato le loro ferie, così ho potuto prendermi cura di Erika. Pur di starle accanto avrei fatto qualsiasi cosa”.
Quando si butta il cuore oltre l’ostacolo, si scopre di avere una forza sconosciuta e sconfinata. Anche Erika l’ha capito.

“Ci ripetiamo sempre che il cancro non è una sentenza, e viviamo ogni giorno come se fosse unico. Lo consigliamo a chi sta attraversando un periodo altrettanto difficile. Come mi ha insegnato Milena, bisogna tenere l’umore alto, scherzare, puntare sulle risate e sull’ironia. In fondo, sono certa che tra quattro anni ne saremo fuori e mi dichiareranno guarita”.

Erika e Milena pensano sempre al futuro. Al sogno di una casa immersa nella natura, magari con le finestre da cui ammirare il mare. “Il tumore è stato come un fulmine a ciel sereno. Arriva all’improvviso, colpisce la tua finestra, rompe il vetro in mille pezzi e porta la tempesta dentro casa. Ma si tratta solo di un momento. Poi il sole torna sempre a splendere, come loro ci mostrano dal canale YT @unacasAnormale.

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