tumori maschili e sport

Più attività fisica e meno tumori maschili

Detto senza mezzi termini: chi fa sport e ha un tumore, corre meno rischi e aumenta la sopravvivenza alla malattia. Sì, perché l’esercizio e l’attività fisica regolari offrono numerosi benefici per gli uomini con cancro, anche con il tumore alla prostata, sia in termini di prevenzione che di gestione della malattia e dei suoi effetti collaterali.

Sei un uomo e sei stato operato di tumore? L’attività fisica è fondamentale nel tuo percorso di guarigione. “Il carcinoma più diffuso tra gli uomini è quello alla prostata, che dopo l’operazione comporta spesso una sorta di menopausa al maschile” spiega la dottoressa Sara Mantovani, fisioterapista e coach di Koala Strategy. “I sintomi? Vampate, aumento di peso, riduzione della massa magra, osteopenia e osteoporosi. Per fortuna, parecchi studi dimostrano che l’esercizio fisico riduce questi disturbi oltre a essere fondamentale per il benessere, perché abbassa anche il rischio di problemi cardiovascolari”.

I benefici del movimento non riguardano solo chi è stato operato alla prostata, ma tutti i pazienti oncologici. Certo, è sempre bene parlarne con il medico o consultare un fisioterapista specializzato, ma una volta che hai avuto il via libera, puoi ritornare a praticare il tuo sport preferito o puoi provare qualche nuova attività.

Niente più scuse alla pigrizia

I risultati medici e scientifici sottolineano l’importanza dell’attività fisica nella prevenzione e nella gestione del tumore, anche in quello più diffuso tra gli uomini: l’adenocarcinoma prostatico. Nonostante i benefici siano ben documentati, l’adesione a programmi di esercizio fisico tra gli uomini con il tumore della prostata rimane purtroppo ancora bassa.

L’idea di non avere tempo sufficiente, gli effetti collaterali legati alle terapie come la stanchezza, ed anche la natura noiosa degli esercizi sembrano essere i fattori capaci di togliere la motivazione necessaria. Forse perché non si considera che l’attività fisica è una vera e propria medicina, molto efficace per chi sta curando un tumore di qualsiasi tipo.

adenocarcinoma prostata attività fisica

Fare sport serve a prevenire e gestire il tumore

I dati parlano chiaro quando mostrano una correlazione tra livelli più elevati di attività fisica e una riduzione della mortalità specifica per cancro alla prostata e della mortalità generale. Gli uomini che fanno esercizio equivalente a tre ore di camminata a settimana hanno un rischio inferiore dell’86% di tumore alla prostata aggressivo.

Ulteriori ricerche hanno dimostrato che tre o più ore di esercizio vigoroso hanno abbassato il rischio di morte per cancro alla prostata del 61%. L’attività fisica può aiutare, infatti, a prevenire la recidiva del tumore della prostata dopo il trattamento e a ridurre il rischio di cancro metastatico. Sono dati che dovrebbero essere più che sufficienti per convincere ad abbandonare il divano di casa per mettere in moto il tuo corpo.

Quali sono i benefici per chi ha il cancro alla prostata

“L’attività fisica aumenta l’afflusso di sangue e ossigena i tessuti, facilitando l’arrivo di sostanze antinfiammatorie ed l’eliminazione delle tossine” ci rammenta la dottoressa Mantovani. Ma i suoi effetti benefici vanno ben oltre.

  • Riduce la concentrazione di ormoni come gli estrogeni e l’insulina, che possono stimolare la crescita tumorale se presenti in elevate concentrazioni. Ricordati che l’insulina, se presente in concentrazioni elevate, induce un’infiammazione e facilita la crescita dei tumori.
  • L’attività fisica accelera il transito intestinale, riducendo il contatto tra le sostanze di scarto e le mucose intestinali, utile nella prevenzione del cancro al colon.

Questi, che sono effetti benefici per una persona sana, per un paziente oncologico diventano un incentivo al movimento senza pari. Infatti, oltre a quanto detto sopra, ci sono poi i benefici specifici dello sport che interessano maggiormente gli uomini con un tumore alla prostata.

  • Il trattamento con la terapia soppressiva ormonale detta anche terapia di deprivazione androgenica (ADT) può portare anche gli uomini a una perdita di densità ossea (osteoporosi). Gli esercizi con carico, come il sollevamento pesi, la camminata e la salita delle scale, possono aiutare a prevenire la perdita ossea.
  • Rafforzare il pavimento pelvico con gli esercizi di Kegel è fondamentale per ridurre gli effetti collaterali del trattamento e migliorare la funzione urinaria e sessuale. Molti studi suggeriscono che sia consigliabile iniziare questi esercizi già prima della terapia chirurgica o della radioterapia
  • L’esercizio è efficace nel ridurre l’ansia e l’affaticamento, migliorare l’autostima e aumentare i sentimenti di ottimismo. Un esperimento condotto sugli uomini con carcinoma della prostata, ha mostrato che chi trae i maggiori benefici dall’esercizio fisico sono proprio coloro che hanno alti livelli di affaticamento e bassa vitalità.
  • L’esercizio regolare può ridurre i rischi di sviluppare altre patologie croniche come malattie cardiovascolari, diabete e sarcopenia, alle quali i pazienti oncologici sono più vulnerabili.

Barriere mentali e antidoti alla noia

Nonostante i numerosi benefici, l’adesione ai programmi di esercizio fisico è sorprendentemente bassa tra gli uomini che hanno un tumore della prostata. Secondo le statistiche, solo il 12% degli uomini con cancro alla prostata rispetta i livelli di esercizio settimanali raccomandati: 150 minuti di attività aerobica intensità moderata – camminata a passo svelto, ciclismo a bassa velocità, ballo, golf – oppure 75 minuti di esercizio intenso a settimana -corsa/jogging, camminata veloce, ciclismo ad alta velocità, nuoto, basket – da abbinare a esercizi di resistenza, due volte alla settimana.

In realtà, l’esercizio fisico è un mezzo efficace per rafforzare l’identità maschile e il recupero psicologico. La partecipazione allo sport, specialmente a quelli di squadra, nei pazienti oncologici è associata a un miglioramento del benessere psicologico e della qualità della vita, del supporto sociale e del senso di controllo personale. L’ambiente di squadra favorisce, infatti, la coesione e può essere un fattore motivazionale determinante. Quindi è fondamentale superare lo scoglio della noia, scegliendo attività di gruppo che possano essere coinvolgenti.

Anche uno stile di vita più attivo è benvenuto nei pazienti oncologici senior. Il movimento benefico, infatti, non si limita alla palestra; include camminare, ballare o giocare con i nipoti. L’importante è che faccia respirare più affannosamente e acceleri il battito cardiaco.

Qualche raccomandazione pratica utile

Prima di iniziare qualsiasi programma di attività fisica, è necessario consultare il proprio medico che valuta le tue condizioni e il tempo trascorso dalla terapia. È fondamentale iniziare lentamente e aumentare gradualmente l’attività fisica, specialmente per coloro che sono stati inattivi o hanno terminato di recente i trattamenti. Un’ultima raccomandazione, utile soprattutto per chi è in terapia: cerca supporto in professionisti, fisioterapisti o personal trainer specializzati in oncologia, perché possono fornire una guida preziosa e schemi di riferimento per fare esercizio.

5 consigli per praticare sport

1. Piegamenti, flessioni, esercizi con pesi ed elastici sono perfetti per iniziare e per lavorare su muscoli e ossa. Benissimo anche gli esercizi ad alto impatto, ovvero corsa, marcia sul posto e saltelli. Questi ultimi vanno evitati se si hanno problemi di incontinenza dopo l’intervento alla prostata e in caso di osteoporosi o metastasi ossee.

2. La piscina e la bici sono un toccasana, inseriscile nel tuo programma di allenamento. Se hai avuto un carcinoma alla prostata e vuoi andare in bici chiedi il parere dello specialista primadi cominciare.

3. Prima della malattia oncologica, eri appassionato di calcio, tennis o di padel? Puoi tornare ad allenarti e a giocare con gli amici. Riprendi gradualmente e alterna sempre queste attività con esercizi in contro resistenza, usando i pesi e gli elastici.

4. Non esistono sport o attività fisiche controindicate, se non quelle indicate dal tuo oncologo. Anche il sollevamento pesi può essere un’attività adatta per allenare la muscolatura. Procedi in modo graduale e fatti seguire da un personal trainer.

5. Se non sei mai stato uno sportivo, puoi invertire la rotta adesso. L’attività fisica aumenta l’efficacia delle terapie oncologiche e previene le recidive, quindi datti da fare. Prova con qualche disciplina che ti incuriosisce e scegli le attività di gruppo, anche all’aria aperta, così sarai motivato dall’esempio degi altri.

Contributor

Nutrizionista Istituto Nazionale dei Tumori, Patrizia Pasanisi

Dottoressa Sara Mantovani, fisioterapista specializzata nel trattamento di Linfedema e Lipedema, da anni si dedica ai pazienti oncologici. Insegna al primo Master di Riabilitazione del linfedema e del lipedema dell’università degli Studi di Bologna. È il coach di Koala Strategy con cui possiamo parlare di riabilitazione dopo un tumore e chiedere consigli.

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