fasi della malattia oncologica

Come affrontare le fasi del tumore: i consigli della cancer coach

La cancer coach Mara Mussoni spiega come affrontare le quattro fasi della malattia oncologica: dalla negazione alla presa di coscienza, fino all’azione, per trasformare il percorso di cura in una rinascita personale

Un atleta che si prepara a una gara a tappe. O il protagonista di un romanzo che deve affrontare sfide e avventure. A questo assomiglia un paziente oncologico. Lo sappiamo, sono metafore molto più poetiche della realtà che stai vivendo, ma servono a farti riflettere su un concetto fondamentale: la malattia è un percorso fatto di più step. Ciascuno dei quali presenta incognite e ostacoli da superare. Ne parliamo insieme a una esperta: Mara Mussoni

Perché è importante riconoscere i momenti della malattia

Le fasi della malattia oncologica sono quattro, e si susseguono una dopo l’altra. “Ogni persona ha i suoi tempi e passare da una tappa all’altra non è scontato” spiega Mara Mussoni. “Non è sempre un passaggio fluido. Ma bisogna capire che ci sono, comunque, delle fasi diverse. Per ciascuna è necessario attingere alle proprie energie e assumere atteggiamenti differenti”. Anche perché è fondamentale completare il percorso per arrivare alla fase più attiva, quella determinante per il nostro benessere.

La negazione: quando ricevi la diagnosi di tumore

Quando ricevi la diagnosi, a livello inconscio scatta una specie di meccanismo di difesa che ti spinge a negare il tumore. Nella quotidianità agisci, cerchi subito di attivarti e organizzare ricoveri, cure e tutto quello che ruota intorno, ma la notizia è così forte e impattante che tendi a proteggerti e, quindi, a non indagare troppo.

Paura e confusione hanno il sopravvento e la tua mente prova a rimuovere le riflessioni più approfondite. È un momento fisiologico e legittimo ed è normale non andare troppo a fondo e cadere in un atteggiamento vittimistico che spinge a ripeterti ‘perché accade a me, perché adesso?’.

L’adattamento: trovare un nuovo equilibrio dopo le cure

Ogni essere umano è fatto per adattarsi, dopo un trauma si abitua alla nuova realtà, anche alla più difficile. Così dopo lo shock iniziale e, per esempio, dopo il ricovero e l’operazione, trovi una nuova routine. Crei l’incastro tra lavoro e terapie, ritorni alle piccole abitudini o ne inventi di nuove che ti regalano un po’ di equilibrio e di certezze. È un periodo molto faticoso e spesso, dopo una fase di grande energia, ne attraverserai un’altra di down, più apatica. Di solito, è la fase in cui finisci le terapie e ti senti stanca e abbandonata, senza più la sicurezza di guarigione data dalle cure frequenti.

La presa di coscienza: comprendere i cambiamenti profondi

Prima o poi arriva una delle tappe più importanti, quella in cui trovi la consapevolezza per elaborare quello che è accaduto e capire che cosa è giusto fare. Si tratta di un’autentica svolta e, proprio per questo, non è scontata. Ci sono persone che rimangono a lungo ferme nelle prime due fasi, o ci restano tutta la vita.

Ma di solito arriva il periodo in cui ti guardi intorni e capisci che potresti stare meglio e che il cancro ha portato una nuova modalità di vita. Ricordati, infatti, che per ogni paziente oncologico c’è sempre un prima e un dopo, perché la malattia ti cambia nel profondo anche se ci metterai un po’ a capirlo e a trovare una nuova strada da percorrere.

L’azione: trasformare la malattia in un percorso di crescita personale

La quarta fase segna l’inizio del cambiamento, del percorso di crescita personale in cui ti guardi dentro e ti chiedi che persona vorresti essere. Il primo passo è pensare che la malattia non è stata una casualità e che può trasformarsi in un’occasione per migliorarsi. Prima di tutto, cerca le informazioni per stare davvero meglio e per fare in modo che la trasformazione sia reale: leggi, frequenta dei corsi, trova stimoli e spunti, fatti delle domande…

Non fermarti a un cambiamento superficiale: certo, è importante prendersi cura della salute e seguire una stile di vita più sano, partendo dall’alimentazione. Ma la vera svolta è quella che fai dentro di te, modificando per esempio alcune dinamiche di comportamento, i rapporti personali o il lavoro. 

Il ruolo del cancer coach nel percorso oncologico

Affrontare un tumore significa attraversare un percorso complesso, fatto di cure ma anche di emozioni, dubbi e cambiamenti interiori. In questo cammino, il cancer coach diventa una guida preziosa: aiuta a comprendere meglio le fasi della malattia, a gestire lo stress e a trasformare la difficoltà in un’occasione di crescita personale. Con il supporto di un esperto puoi ritrovare equilibrio, motivazione e nuovi strumenti per prenderti cura di te stesso a 360 gradi.

Vuoi saperne di più? Contatta la cancer coach Mara Mussoni per ricevere un supporto personalizzato nel tuo percorso oncologico.

Contributor

Nutrizionista Istituto Nazionale dei Tumori, Patrizia Pasanisi

Con un passato di paziente oncologica, oggi Mara Mussoni è la prima Cancer Coach Professionista Certificata in Italia, Coach ACC ICF, Formatrice e docente di counseling oncologico. Collabora con  medici e  associazioni che danno sostegno ai malati di tumore. 

Tante novità in una mail!

La nostra newsletter ti segnala interviste con i medici, testimonianze di chi è guarito dal cancro e di chi lo sta affrontando. Trovi consigli utili per migliorare la qualità della vita e...

Tanta energia positiva!
Unisciti alla nostra Koalizione: insieme il cancro fa meno paura.