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Secchezza intima durante le terapie oncologiche: rimedi e consigli

La secchezza intima, vaginale e/o vulvare, è una riduzione dell’idratazione e della lubrificazione naturale, spesso legata a calo estrogenico, a farmaci e terapie oncologiche, irritazioni o alterazioni del pH. I rimedi più utili includono idratanti vaginali (es. acido ialuronico), lubrificante durante i rapporti, igiene delicata e riduzione degli irritanti. Se bruciore e dolore persistono, serve una valutazione ginecologica

La secchezza intima è un disturbo comune e spesso sottovalutato, tra le donne in cura per un tumore. Può comparire in modo episodico o diventare persistente, influenzando comfort quotidiano, sonno, attività fisica e vita sessuale. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, si può migliorare molto con strategie mirate, identificando cause e rimedi più adatti anche durante le terapie oncologiche.

Che cos’è la secchezza intima

Con “secchezza intima” si intende una riduzione dell’idratazione e della lubrificazione naturale a livello vaginale e/o vulvare.

  • La secchezza vaginale riguarda soprattutto il canale vaginale con un lubrificazione ridotta durante l’eccitazione e a riposo.
  • La secchezza vulvare interessa i tessuti esterni (vulva), con una sensazione di pelle “che tira”, irritazione e bruciore.

Il problema non si limita a una questione di “poca lubrificazione”: spesso c’è anche una fragilità delle mucose, che può procurare microlesioni e infiammazione, che rende i tessuti più sensibili a sfregamento, detergenti, assorbenti, rapporti e visite ginecologiche.

A cosa è dovuta la secchezza vaginale?

La secchezza vaginale può dipendere da un insieme di fattori ormonali e infiammatori. In generale, la vagina sta bene quando:

● la mucosa è ben vascolarizzata,
● il pH è equilibrato,
● la flora vaginale è stabile,
● gli estrogeni sostengono spessore ed elasticità dei tessuti.

Quando uno di questi elementi si altera, l’idratazione vaginale cala e possono nascere fastidi. Il problema si verifica soprattutto con una diminuzione degli estrogeni, che causa sintomi come prurito, bruciore, irritazione e dolore durante i rapporti sessuali.

La riduzione degli estrogeni si verifica in menopausa, compresa quella indotta durante le terapie oncologiche, con farmaci o terapie che modificano ormoni e mucose, con stress intenso, dopo parto e durante l’allattamento, in presenza di infezioni ricorrenti. Ecco perché colpisce anche le donne giovani.

Quali sono le cause della secchezza e del dolore durante i rapporti sessuali?

Chi ha ricevuto la diagnosi di tumore deve considerare che la combinazione di secchezza vaginale e dispareunia può dipendere da più cause. Il calo degli estrogeni, che mantengono la mucosa più spessa, elastica e lubrificata è il principale responsabile del disturbo.

Alcuni trattamenti possono favorire secchezza e irritazione e, di conseguenza, rendere doloroso il rapporto sessuale:
● le terapie oncologiche e ormonali, come la soppressione ovarica e gli inibitori dell’aromatasi,
● gli antidepressivi e alcuni ansiolitici possono ridurre desiderio e lubrificazione
● antistaminici e decongestionanti possono “asciugare” le mucose.

Ci sono poi cause che esulano dal contesto oncologico. Le infiammazioni ricorrenti, per esempio, possono dare secchezza e bruciori durante i rapporti, Candida, vaginosi batterica, dermatiti e lichen vulvare possono lasciare una certa irritazione anche quando l’infezione è passata. Allo stesso modo, una igiene intima aggressiva e l’uso quotidiano di salvaslip e assorbenti non traspiranti possono favorire secchezza intima e bruciori.

secchezza vaginale rimedi

L’acido ialuronico migliora l’idratazione: ci sono prodotti da applicare localmente e trattamenti efficaci come l’elettroporazione e la radiofrequenza quadripolare.

Come alleviare il bruciore intimo in maniera naturale?

Quando il bruciore è associato alla secchezza intima e non a un’infezione in corso, alcune strategie naturali e delicate possono dare sollievo.

  • Bisogna scegliere detergenti intimi delicati, senza profumo, limitando i lavaggi a una volta al giorno ed evitare deodoranti intimi e salviette profumate.
  • L’idratazione locale e l’uso dei lubrificanti, non solo durante i rapporti, aiutano la mucosa a trattenere acqua.
  • A questo proposito, sono efficaci i prodotti con acido ialuronico e anche i trattamenti con applicazione locale dell’acido ialuronico, come la radiofrequenza quadripolare e l’elettroporazione. Sono trattamenti che si possono effettuare anche in caso di secchezza vulvare.
  • Usare un lubrificante a base acquosa serve a ridurre attrito durante i rapporti.
  • Se il bruciore è intenso dopo un rapporto o per un’irritazione, fare un impacco tiepido esterno (non caldo) per 5–10 minuti.

Come si cura la secchezza intima

Per curare la secchezza intima, si può partire da una strategia base efficace in caso di secchezza lieve o occasionale, usando prodotti idratanti vaginali due o tre volte alla settimana, applicando il lubrificante nei rapporti sessuali, adottando un’igiene delicata ed eliminando i fattori irritanti.

Quando la secchezza intima è persistente e rientra in un quadro di atrofia vaginale diagnosticato dal ginecologo, come succede durante le terapie oncologiche, la cura è mirata e può richiedere l’uso di farmaci.

La visita ginecologica è necessaria per capire se si è in presenza di atrofia, infiammazione o dermatiti. A seconda del quadro, il medico può proporre:

● trattamenti locali non ormonali (es. acido ialuronico, laser, elettroporazione),
● terapia locale ormonale (quando possibile e appropriato),
● percorso con fisioterapista specializzato nella riabilitazione del pavimento pelvico,
● terapie alternative.

Errori comuni che peggiorano la secchezza intima

● Lavande vaginali e deodoranti intimi: alterano pH e flora, aumentando irritazione.
● Detergenti aggressivi o profumati: seccano e “assottigliano” la barriera protettiva.
● Troppi lavaggi (anche con prodotti delicati): meglio 1 volta al giorno, senza esagerare.
● Salvaslip quotidiani e assorbenti non traspiranti: aumentano calore e sfregamento.
● Rapporti senza lubrificante quando serve: l’attrito può creare microlesioni e bruciore.
● Intimo sintetico e pantaloni molto stretti: meno traspirazione, più irritazione.
● Grattarsi o “sfregare” per il prurito: può peggiorare infiammazione e microtagli.

Domande frequenti: le nostre risposte

Secchezza vaginale: quali rimedi funzionano davvero?

I rimedi più efficaci sono gli idratanti vaginali usati con regolarità (spesso a base di acido ialuronico), lubrificante durante i rapporti e riduzione degli irritanti (detergenti aggressivi, lavande, profumi). Se la causa è ormonale o c’è atrofia, può essere utile una terapia medica mirata valutata dal ginecologo.

Secchezza intima e bruciori: è sempre un’infezione?

No. Il bruciore può dipendere anche da mucosa fragile e secca, microlesioni, pH alterato o irritazione da prodotti. Se però compaiono perdite anomale, cattivo odore, dolore pelvico o i sintomi non migliorano, è opportuno escludere infezioni e infiammazioni con visita e (se serve) tampone.

Secchezza vulvare: perché brucia soprattutto all’esterno?

La vulva può irritarsi per attrito, sudore, salvaslip/assorbenti, detersione eccessiva o dermatiti. In questi casi aiuta proteggere la barriera cutanea con prodotti specifici senza profumo, evitare irritanti e valutare dal ginecologo/dermatologo se c’è una condizione cutanea (es. dermatite o lichen).

Secchezza vaginale: cause più comuni quali sono?

Le cause più frequenti sono calo estrogenico (menopausa, post-parto, allattamento, menopausa indotta), alcuni farmaci/terapie, irritazioni da detergenti e lavaggi, stress e scarsa eccitazione. Anche infezioni ricorrenti o condizioni come vulvodinia possono contribuire.

Secchezza della vagina: sintomi tipici da riconoscere

I sintomi più tipici includono sensazione di attrito, bruciore, prurito, dolore ai rapporti e talvolta piccole perdite di sangue dopo la penetrazione. Possono esserci fastidi anche con tamponi o durante visite ginecologiche.

Quando preoccuparsi e chiedere una visita?

Se la secchezza intima è intensa, dura più di 2 settimane e impedisce i rapporti, non perdere tempo e parlane con il medico.

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