"Voglio vincere il tumore al pancreas con arte": la storia di Dario
C’è chi non nasconde le proprie paure. Anzi, prova a trasformare le debolezze in benzina che ti fa andare avanti. Questo è un concetto caro a Dario Pellegrino, eclettico artista romano. Ha lavorato nel cinema e nello spettacolo, cura mostre e crea lui stesso opere che trasudano vitalità. Quella stessa che lui ha adottato per lottare con arte contro un tumore al pancreas molto ostinato.
Oggi, giornata mondiale contro il tumore al pancreas, raccogliamo la testimonianza di Dario sulla sua quotidiana lotta per la sopravvivenza al cancro del pancreas.
“La mia avventura è iniziata una grigia giornata di ottobre: ero seduto in macchina quando ho ricevuto la telefonata dal Policlinico Gemelli. Qualche settimana prima avevo fatto una biopsia, perché da tempo lamentavo una serie di malesseri vari e non ne venivo a capo. Al telefono è rimbombata la sentenza: ricordo la voce che pronuncia la frase ‘Signor Pellegrino, la dobbiamo subito ricoverare: ha un cancro al pancreas’. Da quel momento, e per le successive 24 ore, ho avuto la sensazione di non essere più nella mia mente, come se fluttuassi in uno spazio sospeso. Ho avvertito un vuoto enorme, che non so spiegare, e poi un fiume di tristezza, dolore e paura. Quest’ultima sensazione è durata fino al giorno dopo, quando ha iniziato a tormentarmi una domanda: perché proprio a me?”.
La prognosi del tumore al pancreas
Dario viene risucchiato dal ricovero. In ospedale esami, visite e colloqui con i medici si susseguono senza sosta e lui comincia a rendersi conto della nuova realtà. “La razionalità ha preso il sopravvento. Penso che sia fondamentale reagire prontamente. Mi sono dato un obiettivo: combattere contro questo mostro. Quasto è quanto mi riprometto anche se non so se ci riuscirò, ma per il momento la strada è quella giusta”.
La prognosi per un tumore al pancreas prevede un percorso lungo, fatto di tante terapie, dalla chemio alla radioterapia, per ridurre la massa maligna. Solo successivamente si interviene chirurgicamente per asportare il tumore. “Mi aspettano ancora quattro mesi di cure, intervallati da tantissimi esami, e poi entrerò in sala operatoria”.
Dario pensa a quel momento carico di aspettive perché sa di dover affrontare uno dei tumori più subdoli e difficili da curare. “Mi sono sempre piaciute le sfide: le accolgo, mi organizzo e combatto. Nella mia debolezza, riesco a trovare le forze e la tenacia per affrontare le prove giornaliere perché anche la paura è un’energia che spinge a curarti, a fare per bene tutto quello che è necessario”.
L'arte, compagna di viaggio
Nel lungo cammino verso la guarigione dal tumore pancreatico Dario ha al suo fianco la compagna, che non lo lascia mai, pochi amici fidati e i suoi ‘alleati inseparabili’ che porta con sé anche in ospedale. “Ho dei talismani per esorcizzare il mostro: i miei fantasmagorici e coloratissimi calzini che indosso durante le chemio, tanta pazienza e pensieri positivi, ovvero le cose che mi piacciono e mi danno energia. Come il modellismo, le colleziono di vinili storici e, soprattutto l’arte. In questi giorni inaugurerò la mia prima mostra di ‘Arte in mattonella‘ con opere in gres porcellanato. Le piastrelle si trasformano in tele pittoriche uniche”. E Koala Strategy è felice di sostenere Dario in questo progetto artistico, a conferma che avere il cancro non significa essere arrivati alla fine. La vita continua e lo fa anche attraverso l’espressione artistica.
“Se ho paura di morire? Ma è uno dei miei pensieri che mi accompagna ogni santa notte prima di dormire… Mi dico, domani è un altro giorno e siamo ancora qua”
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L’arte cura ed esorcizza la morte
La creatività e le passioni aiutano Dario a superare i momenti più critici. “Quando torni a casa dopo la seduta di chemio, ti senti male dentro, un malessere che solo noi malati di cancro conosciamo. Quelli sono i momenti peggiori. Il migliore, invece, è quando consegno quella che io chiamo bomboletta, ovvero la periferica in bottiglietta che contiene il farmaco miracoloso che porti per 48 ore dopo la chemio. Quando lo restituisco in ospedale, sento un brivido di libertà che mi attraversa tutto il corpo”.
Tra un’opera d’arte e un ciclo di chemio con i farmaci efficaci contro il tumore al pancreas, Dario si racconta sui social e prova a pensare al futuro. “Dove sarò tra 10 anni? Se Dio vuole, sarò fuori da questo tunnel. Ho ancora tanti sogni da realizzare e questa esperienza mi sta insegnando a vivere la vita. Mi piacerebbe trasmettere più sensibilità e umanità possibile”.
Dario ci saluta con un messaggio speciale per tutti: “Seguite la scienza, affidatevi ai vostri medici, e sviluppate più endorfine possibili, dedicando ogni istante a quello che amate”.
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