Soluzioni per i capelli quando fai la chemio (ma non solo)
Le terapie oncologiche provocano la perdita dei capelli, ma nell’attesa della ricrescita ci sono cose utili che puoi fare, per sentirti e vederti bella. Il casco refrigerante, una parrucca di capelli naturali, qualche massaggio emolliente per il cuoio capelluto sensibilizzato. Ecco alcuni consigli utili della dermatologa per contrastare l’effetto delle terapie sui bulbi piliferi
L’immagine personale non è un dettaglio. Il viso, le sopracciglia, i capelli, il look: sono tutti elementi importanti che definiscono la tua identità e che non possono essere sottovalutati durante il percorso oncologico.
I medici sono sempre più attenti anche a questo aspetto, soprattutto quando arriva il momento di iniziare le terapie oncologiche e di preoccuparsi della salute dei capelli. Ecco le cose da sapere sulla perdita di capelli e le soluzioni per la ricrescita (prima di iniziare la chemio e altre terapie).
Chemioterapia e capelli: quando cadono e quando ricrescono
“L’alopecia oncologica può presentarsi in forma di diradamento lieve o completa. Generalmente, la perdita dei capelli inizia tra la seconda e la quarta settimana dall’avvio della terapia e può proseguire per tutta la sua durata” dice la dottoressa Colombina Vincenzi, partner dello Studio Professoressa Antonella Tosti a Bologna, dermatologa esperta in malattie dei capelli e del cuoio capelluto. “Dalla fine del trattamento possono passare tra le due settimane e i tre mesi, prima che i capelli ricrescano. Mentre solo in casi rari, in seguito alla terapia a base di taxani l’alopecia oncologica può diventare permanente”.
Dottoressa Colombina Vincenzi, dermatologa esperta in malattie dei capelli e del cuoio capelluto
Terapia ormonale da tumore al seno
Il problema non nasce solo con la chemio, perché tra gli effetti collaterali indesiderati della terapia ormonale c’è anche la perdita di capelli. Molte donne sono impreparate a quello che accade al loro corpo durante queste cure che possono essere anche prolungate nel tempo.
“Non bisogna mai arrendersi. I capelli ricrescono, semmai per aiutarli è possibile fin da subito fare l’applicazione locale di Minoxidil che, agendo come vasodilatatore, aumenta il flusso sanguigno al cuoio capelluto prolungando la fase di crescita (anagen) dei capelli” spiega la dermatologa. “Anche chi si è sottoposto alla chemio può utilizzare il Minoxidil, ma solo a terapia terminata e mai durante, perché è un farmaco vasodilatatore”.
Perché si perdono i capelli con la chemioterapia
Rispetto a qualche anno fa, oggi ci sono più possibilità per affrontare o convivere con questo disagio. “Soprattutto è possibile anche prevenire o addirittura attenuare il problema dell’alopecia da chemioterapia con lo scalp cooling” sottolinea la dottoressa Vincenzi. “Quello che comunemente chiamiamo casco refrigerante è una cuffia che si indossa prima e durante la seduta di chemio. La cuffia raggiunge una temperatura molto bassa così da ridurre il flusso di sangue e impedire al farmaco di arrivare in dosi massicce ai bulbi piliferi. I risultati variano in base al quadro clinico e al tipo di chemioterapico impiegato, ma mediamente sono molto buoni: si va da una riduzione del 30% della caduta di capelli fino a una perdita impercettibile, per non dire assente”.
Purtroppo, non sono molte le Asl che offrono questo servizio e non tutte le persone riescono a tollerare il freddo. “Certo, dipende dalla diversa sensibilità cutanea” concorda l’esperta, che aggiunge. ”Se, però, il problema è la mancanza di dispositivi per il raffreddamento del cuoio capelluto in ospedale, è possibile acquistare le speciali cuffie ipotermiche in farmacia, che funzionano con un sistema a gel”.
Idratare il cuoio capelluto
La pelle va sempre coccolata, soprattutto durante le terapie. Una volta che i capelli sono caduti naturalmente, lava il cuoio capelluto con il detergente delicato. “Per evitare irritazioni, rossore e pruriti è fondamentale tenere la pelle ben idratata, usando una crema o un olio a base di vitamina E da nebulizzare sul cuoio capelluto” suggerisce la dottoressa.
Usa cautela con il colore
C’è chi invita a tingere i capelli non appena ricrescono dopo la chemio, ma qualcuno suggerisce più cautela. Perché alcuni capelli hanno bisogno di qualche tempo per riacquistare forza e vigore. Quindi, oltre a testare il prodotto sulla cute per evitare reazioni allergiche è anche meglio attendere che i capelli ricrescano un po’ di più del primo paio di centimetri.
Taglio o parrucca?
La chemio è conclusa, ma i capelli non ricrescono come ti aspettavi. “Succede che, dopo la terapia oncologica, la ricrescita dei capelli non sia quello che ci si aspetta, magari perché hanno un colore poco definito e poca consistenza. Bisogna dare loro il tempo. Tagliare i capelli o rasarli è assolutamente inutile, non ha alcun effetto se non quello di rimandare la ricrescita” chiarisce la dottoressa Vincenzi.
Serve solo un po’ di pazienza e, nell’attesa, si può indossare una parrucca perché non ha nessuna controindicazione. “Una parrucca che togli e metti, può aiutare a sentirsi in ordine e a vedersi più belle nell’attesa che i capelli raggiungano la lunghezza desiderata” conferma il medico.
Ovviamente le parrucche da chemio vanno scelte con cura. “Se il cuoio capelluto è sensibile, basta fare attenzione a scegliere parrucche realizzate con fibre naturali e senza l’uso di colle. Così si evita il rischio che il contatto, soprattutto se prolungato, possa causare irritazione o magari una dermatite” suggerisce il medico.
Soprattutto se scegli parrucca di capelli veri su misura per te scoprirai che è perfettamente compatibile con la ricrescita. Non avrai problemi a indossarla e a lasciare fuoriuscire in maniera naturale i primi ciuffi di capelli che si potranno integrare con quelli montati sulla parrucca oncologica.
E se ci sono diradamenti?
Come ha ricordato la dottoressa Vincenzi, salvo rari casi, la ricrescita dei capelli dopo la terapia oncologia è certa. Non serve, quindi, andare alla ricerca di prodotti miracolosi perché non esistono.
Quando, in base alle terapie effettuate, i capelli risultano diradati e magari più visibili in alcune zone, è efficace il sistema di infoltimento localizzato. Con le parrucche post chemio parziali, ovvero delle protesi di capelli veri che si agganciano come extensions, si può mimetizzare perfettamente l’inestetismo.
Margherita Improta, titolare di Paride Parruche a Milano. Il laboratorio artigianale realizza parrucche da chemio, applica ciocchine, riccioliere e altre extension dopo la chemio.
Parrucche artigianali di capelli veri: confortevoli, su misura in ogni dettaglio
Affrontare la chemioterapia significa anche prepararsi ai cambiamenti fisici che comporta. La scelta di una parrucca oncologica di qualità può fare la differenza tra un semplice accessorio e un alleato per ritrovare serenità naturalezza.
Paride Parrucche a Milano dal 1937 è un punto di riferimento nella
realizzazione di parrucche da chemio su misura e fa parte delle botteghe storiche della città. «Lavoriamo esclusivamente capelli naturali italiani di altissima qualità, non trattati chimicamente» spiega Margherita Improta, titolare dell’atelier. «Con un microscopico uncinetto, capello dopo capello, annodiamo le ciocche alla calotta personalizzata, ricreando fedelmente la capigliatura in ogni dettaglio».
Comfort e salute, binomio di qualità
Durante la chemioterapia, il cuoio capelluto diventa sensibile e tende alla secchezza. La calotta, realizzata su misura, segue la conformazione della testa, utilizzando esclusivamente fibre naturali – cotone tulle e seta – che garantiscono traspirabilità ed evitano irritazioni. La tonalità e la tipologia dell’acconciatura vengono ottenute utilizzando ciocche di texture e colore diversi, attingendo a una tavolozza di capelli naturali. La parrucca può essere indossata e rimossa autonomamente, senza assistenza tecnica, offrendo massima praticità nella vita quotidiana, perché permette una gestione autonoma e, soprattutto, consente una skincare quotidiana per prendersi cura della propria pelle e favorire la ricrescita dei capelli dopo la chemioterapia.
Vantaggi concreti per i pazienti
Le parrucche del Laboratorio artigianale Paride sono certificate come protesi mediche dal Ministero della Salute e marcate CE, permettendo l’accesso a contributi regionali, detrazioni fiscali e coperture assicurative.
Con queste parrucche si può fare piega, permanente e colorazione come sui propri capelli. «Quando arriva una cliente ascoltiamo le sue necessità, ci confrontiamo, diamo consigli e poi creiamo la soluzione su misura: ogni parrucca è unica, come unica è ogni cliente» sottolinea la titolare dell’atelier. «Bastano due appuntamenti – prova e consegna – ma restiamo sempre disponibili per modifiche e assistenza. Restituire il sorriso a chi l’aveva perso è la nostra gioia più grande».
In collaborazione con Paride Parrucche
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