Il vaccino contro il cancro al seno presto sarà realtà
Gli sviluppi nei vaccini contro il tumore al seno, in particolare il vaccino alpha-lactalbumina per il tumore al seno triplo negativo e i vaccini mirati a HER2 e MUC1, offrono una speranza significativa per il futuro della prevenzione e del trattamento del carcinoma mammario
Tipi di cancro al seno e terapie mirate
Il cancro al seno è una malattia eterogenea, clinicamente divisa in sottotipi basati sull’espressione di recettori come ER, PR e HER2.
Nonostante i progressi in chemioterapia, terapia endocrina e terapie mirate, la metastasi e le recidive rimangono sfide aperte. Un tipo di tumore particolarmente aggressivo è il cancro al seno triplo negativo (TNBC), che non esprime questi tre recettori comuni, rendendo limitate le opzioni terapeutiche mirate.
Il TNBC rappresenta, infatti, il 10-15% di tutti i tumori al seno ma è responsabile di una percentuale sproporzionatamente alta di decessi per cancro al seno ed è due volte più probabile nelle donne nere e nel 70-80% dei tumori al seno nelle donne con mutazioni BRCA1.
Un altro sottotipo è il cancro al seno HER2-positivo, che, nonostante i progressi nelle terapie mirate, è associato a una crescita tumorale più rapida e a un alto rischio di recidiva.
Il vaccino per il tumore al sento triplo negativo
Gli sviluppi promettenti arrivano dall’innovativo Vaccino Alpha-Lactalbumina (TNBC), sviluppato da Anixa Biosciences e Cleveland Clinic, che ha completato con successo gli studi di Fase 1. Questo vaccino mira specificamente all’alpha-lactalbumina, una proteina del latte che è normalmente presente solo durante la gravidanza e l’allattamento. Tuttavia, si trova in circa il 70% dei casi di TNBC.
Il vaccino è formulato per addestrare il sistema immunitario a trovare, riconoscere e distruggere le cellule tumorali quando il cancro appare, prima che possano formare il tumore. Nello studio di Fase 1, condotto su donne con TNBC o a rischio genetico, oltre il 75% delle partecipanti ha mostrato una forte risposta immunitaria. Gli effetti collaterali sono stati limitati a una lieve irritazione nel sito di iniezione. La Fase 2 ora prevede lo studio su un gruppo più ampio di partecipanti, espandendo i test ad altri tipi di cancro al seno.
In una recente conferenza stampa, il Dr. Amit Kumar, CEO di Anixa, ha definito i risultati “molto entusiasmanti”, esprimendo la speranza che il vaccino “possa debellare il cancro al seno come malattia, proprio come è stato fatto per la poliomielite e varie altre malattie.
Se gli studi continueranno a dare risultati positivi, il vaccino Anixa potrebbe essere disponibile al pubblico entro pochi anni dall’approvazione normativa.
Altri vaccini per il tumore al seno in via di sviluppo
Il vaccino HER2-positivo (GP2/GLSI-100), alla Fase 3 dello studio FLAMINGO-01, è in corso in diversi centri internazionali, inclusi 8 centri italiani. Questo vaccino peptidico è composto da una porzione della proteina HER2, GP2, coniugata con un farmaco immunoadiuvante. L’obiettivo è stimolare una risposta immunitaria contro le cellule che esprimono HER2, specialmente in pazienti ad alto rischio che hanno completato le terapie standard e presentano un residuo tumorale o uno stadio iniziale più avanzato. I primi studi di Fase 1 su un vaccino anti-HER2 della Duke University nel 2019 avevano già mostrato risultati incoraggianti nel bloccare la crescita tumorale e migliorare la sopravvivenza in alcune pazienti con recidiva.
L’University of Pittsburgh Medical Center sta testando un vaccino per il carcinoma duttale in situ che mira a una forma anomala della proteina MUC1, riconosciuta dal sistema immunitario come “estranea”. Questo vaccino è in fase di studio in donne in post-menopausa con diagnosi recente di carcinoma duttale in situ (un tumore non invasivo confinato ai dotti lattiferi). L’obiettivo è insegnare al sistema immunitario a combattere e distruggere le cellule precancerose per prevenire la progressione a cancro invasivo.
Gli ostacoli da superare
La creazione di vaccini contro il cancro è complessa perché il tumore, nascendo dalle cellule stesse del corpo, rende difficile per il sistema immunitario distinguerle. I tentativi passati spesso miravano a proteine presenti sia nei tessuti cancerosi che in quelli sani, causando a volte risposte immunitarie dannose. Oggi la ricerca sta esplorando l’uso dei vaccini in combinazione con altri trattamenti, come gli inibitori dei checkpoint immunitari (anti-PD1) o gli anticorpi monoclonali anti-HER2, per rafforzare la risposta immunitaria.
Ma, data la natura eterogenea del cancro al seno, potrebbero essere necessarie diverse strategie di vaccinazione.
Sebbene promettenti, i vaccini contro il cancro al seno sono ancora nelle prime fasi di sviluppo. Saranno necessari diversi anni per dimostrarne l’efficacia e la sicurezza attraverso studi clinici su larga scala.
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