Come risvegliare il desiderio dopo un tumore
Niente sesso, non mi interessa più. Vivere un calo o addirittura la mancanza di desiderio, legati alla contingenza dell’intervento chirurgico o delle terapie oncologiche, è normale. Questa fase di stanchezza sessuale dopo il tumore, va affrontata con calma. Leggi perché succede e come affrontare questo momento. Con leggerezza e tanta complicità scopri come riaccendere il desiderio e l’intimità
È un sentimento naturale, ma puoi avere difficoltà ad affrontarlo, perché temi di perdere l’armonia con il partner. Fingere o nascondere quello che provi non aiuta affatto. Come ci spiega il nostro esperto, sessuologo e psicoterapeuta Fabrizio Quattrini, presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica, è importante parlare apertamente e condividere. Se c’è complicità, un rapporto di coppia può resistere anche a una momentanea e comprensibile assenza di desiderio. Insieme si può trovare la strada per riaccendere la scintilla.
Stanchezza sessuale: colpa del tumore?
Succede più spesso di quanto immagini: dopo la malattia l’intimità sembra non avere più importanza. Bisogna fare i conti con i cambiamenti a cui va incontro il corpo, ma anche con un’interiorità mutata. Perché lungo il percorso di guarigione dal tumore, ogni persona vive una trasformazione profonda che tocca diverse corde.
Va detto che la malattia oncologica irrompe nella vita di coppia come un tornado. Quindi è normale che in mezzo a tanti sconvolgimenti e a una nuova routine da costruire, il sesso venga momentaneamente accantonatoche. L’importante è non fare finta di niente: la coppia non scoppia purché la complicità sia salda. La sfera sessuale ha sicuramente un grande impatto sulla qualità della vita e sul rapporto di coppia. Quindi se muta l’approccio alla sessualità sarebbe sbagliato non parlare di questo fatto con serenità.
La coppia non scoppia
Lo dicono gli esperti che le cure oncologiche possono avere un impatto significativo sulla sessualità, sia a livello fisico che psicologico. Trattamenti come la chemioterapia, le cure ormonali o gli interventi chirurgici – soprattutto in ambito ginecologico o prostatico – possono compromettere il desiderio, perché alterano la percezione del proprio corpo, aumentano le insicurezze e minano la capacità di vivere la sessualità con naturalezza.
È normale sperimentare un calo o una momentanea assenza di desiderio durante il percorso oncologico, così come lo è sentirsi meno attraenti a causa di cicatrici, cambiamenti corporei o perdita di peso. Anche nei giovani pazienti, la malattia può interrompere relazioni e generare dubbi o vergogna legati all’intimità. Tuttavia, la condivisione con il partner e il dialogo aperto anche con l’équipe medica sono primi passi importanti da compiere per superare questi ostacoli.
Spesso si rivela utile il supporto di uno psicoterapeuta, che può aiutare a ristabilire la complicità e a riscoprire una sessualità nuova, più consapevole e rispettosa dei tempi individuali. Non perdere la complicità, continuare a parlarsi e ad ascoltarsi è, infatti, il segreto per tenere vivo il rapporto e mantenere saldo il timone per attraversare la tempesta. Soprattutto non bisogna farsi prendere dalla paura che stanchezza e mancanza di desiderio sessuale possano minare il rapporto. A volte, oltre ai cambiamenti a cui va incontro il corpo può esserci anche un’interiorità mutata. Perché lungo il percorso di guarigione dal tumore, ogni persona vive una trasformazione profonda che tocca diverse corde.
La chemioterapia azzera la sessualità?
Secondo i sondaggi il disinteresse verso erotismo e sessualità è un fenomeno sempre più diffuso, che colpisce con maggiore intensità i pazienti oncologici. Quando poi si affronta un percorso oncologico, può passare in secondo piano. Ogni patologia, a seconda della gravità e dell’organo coinvolto, ha conseguenze diverse su piacere e sentimenti. Parlane prima di tutto con l’oncologo e con altri specialisti, come il ginecologo o il sessuologo, e non vergognarti di chiedere a loro come reagirà il tuo corpo anche dal punto di vista della sessualità a interventi e terapie. E poi parlane con naturalezza all’interno della coppia: il dialogo aperto e sincero è il punto di partenza.
Sicuramente durante la chemioterapia i rapporti sessuali non sono tra le priorità, il calo o l’assenza di desiderio sessuale, però non bisogna preoccuparsi. E lo stesso accade quando ci si sottopone a interventi demolitivi come a una mastectomia o a operazioni ginecologiche. Manca la forza e anche la voglia. Ma poi questo aspetto può trasformarsi in un altro problema, e se arrivi a domandarti come riaccendere il desiderio femminile e la voglia di intimità con il partner, puoi provare a mettere in pratica questi consigli speciali.
1. Ricorda ciò che ti piace
Per riaccendere il desiderio concentrati su quello che ti eccitava davvero o su quelle pratiche che in passato non hai mai provato “perché non c’era tempo”. Ora stai imparando che non bisogna mai perdere l’attimo, quindi può essere il momento buono.
2. Rivedi le tue priorità
Il tumore ti sta insegnando che l’esistenza è imprevedibile e ci sono tanti aspetti incontrollabili. Non vedere la momentanea fase di stanchezza sessuale come un problema. Prova a essere più libera e leggera, meno legata al passato e alle incombenze quotidiane. Pensa positivo: il sesso si basa anche sulla componente mentale e lasciarsi andare alla fantasia ha un forte potere eccitante. Libera la mente, senza freni, e poi condividi la tua immaginazione con il partner. Vedrai che ti aiuterà a riaccendere il desiderio sessuale in maniera naturale.
3. Prova lo yoga di coppia
Per risvegliare il desiderio femminile è importante che una donna avverta la complicità tra partner. In questi momenti, servono il giusto equilibrio tra corpo e mente e un po’ di contatto con l’altro. Ecco perché lo yoga di coppia può funzionare: si può cominciare a prendere un video e provare insieme qualche posizione. Non è necessario inseguire la perfezione, bisogna approfittare di questi momenti per ritrovare l’intesa mentale, stare vicini ed essere aperti l’uno con l’altra. La chimica scatta quando meno te l’aspetti e così la scintilla necessaria per riaccendere il desiderio femminile o maschile.
4. Gioca la carta della sincerità
Quindi, se non hai voglia di avere rapporti con il partner, dillo senza remore. Parla liberamente del momento che stai vivendo, racconta del tuo momento di stanchezza sessuale che non dipende dal tuo o dalla tua partner. Non cedere, non costringerti, non fingere ciò che non provi: per ritrovare la chimica e risvegliare il desiderio imposta la relazione sulla sincerità e sulla trasparenza.
5. Cambia prospettiva
Fare l’amore non si riduce solo alla penetrazione e non si limita all’orgasmo. Ripetiti questo pensiero e mettilo in pratica. Lasciati andare a massaggi e momenti coinvolgenti sotto le coperte. Non avere fretta e ascolta il tuo corpo e i tuoi sentimenti. Hai voglia solo di coccole e carezze? Conceditele, la prima cosa da fare per rivegliare il desiderio è riaccendere il piacere del contatto.
6. Scegli i prodotti per il benessere intimo
Il calo del desiderio può essere strettamente legato alle cure che stai seguendo. Le terapie ormonali, radioterapia, chemioterapia influiscono sulla sessualità perché possono provocare secchezza vaginale o problemi di erezione. Sul mercato esistono lubrificanti, oli e rimedi naturali che possono risultare molto efficaci per ricolvere i problemi più intimi. Chiedi il parere del medico prima di usarli, ma poi ascolta il tuo corpo e segui i tuoi sentimenti.
Sesso e cancro: uno sportello online con gli specialisti
Si chiama Sex and the Cancer ed è un progetto nato nel 2020 dall’esperienza personale di Amalia Vetromile, ex paziente oncologica, per rompere il silenzio che spesso circonda la sessualità dopo una diagnosi di cancro.
L’iniziativa mira a informare e supportare chi si trova a dover affrontare un’intimità profondamente cambiata dalle terapie oncologiche, attraverso convegni, mostre, spettacoli e anche uno sportello online gratuito con esperti psicologi e ginecologi.
“Ci si iscrive rispondendo a un breve questionario e poi si fanno videochiamate con il team. Non si tratta di una vera terapia, ma di un’occasione per offrire informazioni e orientamento” spiega Amalia Vetromile “Per esempio, facciamo chiarezza riguardo a problemi come la sindrome urogenitale, il dolore durante i rapporti, le perdite urinarie, l’efficacia delle terapie come il laser vaginale”.
L’obiettivo è chiaro: aiutare pazienti e medici a non ignorare il tema del piacere, perché guarire significa anche poter tornare a vivere pienamente la propria affettività e sessualità.
Contributor
Dottor Fabrizio Quattrini, psicoterapueta e sessuologo. Nel 2005 ha fondato l’Istituto italiano di sessuologia scientifica. Autore di diversi saggi, ha lavorato anche in tv per i programmi Sex Therapy e Matrimonio a prima vista. È il coach di Koala Strategy con cui possiamo parlare di sesso e cancro.
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