migliori centri oncologici in italia

I migliori ospedali italiani oncologici: classifica e guida 2025

Con oltre 390.000 nuove diagnosi di cancro ogni anno in Italia, la scelta del centro oncologico giusto è fondamentale. Questa guida analizza i migliori ospedali italiani per l’oncologia secondo le classifiche internazionali più autorevoli, dalle eccellenze del Nord agli IRCCS specializzati, fino ai centri certificati OECI. Scopri dove trovare le cure migliori e come orientarti tra le strutture sanitarie del territorio nazionale.

Quando si riceve una diagnosi di cancro, la scelta dell’ospedale dove curarsi diventa una delle decisioni più importanti. In Italia, le differenze tra le strutture sanitarie sono significative e spesso determinano l’efficacia del trattamento e la qualità della vita del paziente.

Nonostante il nostro Paese vanti alcuni tra i migliori centri oncologici al mondo, la distribuzione delle eccellenze sul territorio non è uniforme. Migliaia di pazienti ogni anno sono costretti a spostarsi dalla propria Regione per accedere a cure adeguate, affrontando non solo i costi del viaggio ma anche il peso emotivo di dover lasciare famiglia e casa.
Per aiutare in questa scelta delicata, esistono diverse classifiche dei migliori ospedali italiani che valutano le strutture oncologiche secondo criteri scientifici rigorosi. Dalla prestigiosa classifica internazionale di Newsweek ai dati ufficiali di Agenas, questi strumenti offrono una bussola per orientarsi nel panorama della migliore oncologia in Italia.
In questa guida analizziamo le principali classifiche degli ospedali in Italia, spiegando i criteri di valutazione e presentando i centri oncologici di eccellenza che si distinguono per innovazione, competenza e risultati clinici.

Cosa sono le reti oncologiche

Ogni anno centinaia di migliaia di italiani ricevono una diagnosi di cancro: 390.000 nel 2024 secondo il rapporto “I numeri del cancro 2024”. Ancora molti pazienti scelgono di cambiare Regione per curarsi. Per arginare questo flusso, che comporta notevoli costi e spesso disservizi, da alcuni anni si sta lavorando sulla realizzazione delle Reti Oncologiche Regionali (ROR), che dovrebbero coordinare in modo integrato tutte le strutture sanitarie coinvolte nella prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e follow-up dei pazienti oncologici sul territorio.

A cosa servono le ROR

L’obiettivo delle ROR è offrire un percorso di cura multidisciplinare, uniforme e di qualità su tutto il territorio, riducendo le disuguaglianze regionali e le migrazioni sanitarie. Nel progetto, le reti oncologiche puntano a integrare sistemi informativi digitali per la condivisione dei dati clinici e la valutazione degli esiti, favorendo la ricerca e l’innovazione in modo da permettere di curarsi vicino a casa.

Ma come procede questo progetto che ha l’obiettivo di garantire standard di trattamento omogenei su tutto il territorio nazionale, azzerando le differenze tra Regioni? La risposta arriva dalla sintesi della Sesta indagine nazionale di AGENAS sullo stato di attuazione delle Reti Oncologiche Regionali in Italia.

Dove sono le Reti Oncologiche Regionali più efficienti

Le Regioni che hanno strutturato la Rete Oncologica con processi definiti, meccanismi operativi, coordinamento dei centri e organizzazione di strutture e personale mostrano una performance migliore in termini di esiti. Le ROR, nate per garantire un percorso di cura omogeneo ed efficace a ogni paziente con tumore, funzionano molto bene in alcune zone, mentre arrancano in altre.

In Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte il sistema è ben rodato: il paziente viene preso in carico in modo tempestivo, seguito in ogni fase della malattia e indirizzato ai centri migliori. Qui la rete funziona davvero come una squadra.

La Lombardia, pur non avendo una rete formalmente istituita come in Toscana, ha sviluppato un sistema performante grazie a centri oncologici di eccellenza che garantiscono buoni livelli di cura e accesso.

Al Centro e in alcune aree del Sud Italia come Campania, Abruzzo e Puglia si stanno facendo progressi, ma la strada è ancora lunga: mancano figure stabili, coordinamenti efficaci, e i tempi di attesa restano un problema.

In Regioni come Calabria, Molise, Basilicata e Sardegna la situazione è critica: spesso le cure sono frammentate, lente, e molti pazienti scelgono di farsi curare fuori, affrontando spese e disagi.

Anche sul fronte degli screening oncologici le differenze sono marcate: al Nord l’adesione è alta, al Sud molto bassa. Eppure, proprio gli screening sono lo strumento principale per scoprire il tumore in tempo.

Il quadro complessivo evidenzia una sanità a due velocità: serve colmare questo divario, rafforzando le reti deboli e garantendo a tutti i cittadini lo stesso diritto alla cura, ovunque vivano. Questa disparità porta i malati alla ricerca dei migliori ospedali italiani per la cura del tumore. Ecco, allora, che nascono strumenti e classifiche che possono aiutare chi deve allontanarsi da casa per avere la garanzia di ottenere cure adeguate.

La classifica dei migliori centri oncologici in Italia (2025)

Tra le più autorevoli classifiche internazionali dei centri medici c’è la ben nota “World’s Best Specialized Hospital 2025” stilata da Newsweek in collaborazione con Statista, che individua i migliori ospedali italiani e al mondo. Tra questi sono diversi i centri oncologici italiani che si distinguono per eccellenza, innovazione e volume di casi trattati.

L’elenco dei migliori ospedali in 12 ambiti medici viene stilato sulla base di un sondaggio online internazionale condotto su migliaia di medici professionisti, dei dati relativi ad accreditamenti e certificazioni, e di un sondaggio sull’implementazione dei questionari PROM.
I settori sono: Cardiochirurgia, Cardiologia, Endocrinologia, Gastroenterologia, Neurologia, Neurochirurgia, Ostetricia e Ginecologia, Oncologia, Ortopedia, Pediatria, Pneumologia e Urologia.

La classifica dei centri oncologici di eccellenza in Italia

Nella lista “World’s Best Specialized Hospitals 2025″ questa è la posizione nella classifica degli ospedali in Italia presenti tra i primi 300 centri per l’oncologia nel mondo:

  • 9. IEO – Istituto Europeo di Oncologia – Milano
  • 24. Istituto Nazionale dei Tumori – Milano
  • 27. Policlinico Universitario A. Gemelli – Roma
  • 43. Istituto Clinico Humanitas – Rozzano
  • 45. Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Milano
  • 47. Istituto Nazionale Tumori di Napoli – Fondazione G. Pascale – Napoli
  • 62. Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato – Milano
  • 75. A.O.U. Città della Salute e della Scienza – Torino
  • 83. Istituto di Candiolo – Fondazione del Piemonte per l’Oncologia – Candiolo
  • 91. Azienda Ospedale-Università Padova
  • 97. Policlinico di Sant’Orsola-Malpighi – Bologna
  • 108. Istituto Giannina Gaslini – Genova
  • 109. IRCCS Istituto Oncologico Veneto – Padova
  • 135. Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta -Milano
  • 140. Ospedale Policlinico San Matteo – Pavia
  • 153. Policlinico Umberto I – Roma
  • 177. Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea – Roma
  • 206. Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli
  • 276. Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti Ancona Umberto I
  • 284. Ospedale Borgo Trento – Verona

Dove mi curo?

Esiste anche la classifica italiana ‘Dove mi curo?’ realizzata da Rete Oncologica Pazienti Italia (ROPI) sulla base dei dati ufficiali di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Questo elenco geolocalizzato rappresenta uno strumento dettagliato e aggiornato per orientare pazienti e cittadini nella scelta dei migliori centri oncologici italiani, andando oltre il semplice numero di interventi chirurgici.
La classifica degli ospedali in Italia ‘Dove mi curo?’ utilizza i dati ufficiali del Programma Nazionale Esiti (PNE) di Agenas, garantendo trasparenza e affidabilità. Copre 17 principali forme tumorali: seno, colon, polmone, prostata, stomaco, fegato, retto, pancreas, colecisti, rene, esofago, vescica, ovaio, utero, tiroide, laringe e tumore cerebrale.
Il criterio principale per stilare la classifica della migliore oncologia in Italia è il numero di interventi chirurgici eseguiti per ciascun tumore, perché un volume elevato è associato a migliori risultati clinici e sopravvivenza.

Perché conta il volume degli interventi eseguiti

Curarsi in centri con alti volumi di interventi migliora significativamente la sopravvivenza. Per esempio, la sopravvivenza a 5 anni per il tumore al seno è dell’83,9% nei centri sopra la soglia, ma scende al 74,9% quando la terapia avviene nei centri dove il volume di interventi è sotto la soglia minima.

Negli ultimi anni è calato il numero di ospedali che eseguono pochi interventi, tuttavia ancora circa il 46% delle strutture non raggiunge i volumi minimi raccomandati per garantire sicurezza e qualità. Il Nord Italia è nettamente in testa per numero e qualità dei centri ad alto volume, ma ci sono anche alcune eccellenze al Sud, come la Fondazione G. Pascale di Napoli.

Grazie allo strumento mappa regionale, realizzato da ROPI, è più facile trovare il migliore ospedale oncologico in Italia secondo la Regione e il tipo di tumore. Questo tool è prezioso perché facilita l’accesso alle informazioni per i pazienti di tutta Italia.
Oltre al volume degli interventi effettuati, nella classifica dei centri oncologici di eccellenza in Italia sono segnalati quelli che offrono un percorso di cura globale e multidisciplinare, con certificazione OECI (Organisation of European Cancer Institutes).

La certificazione Oeci perché è importante

Possedere la certificazione OECI non significa avere un “bollino di qualità”, bensì segnala un vero e proprio percorso di eccellenza che coinvolge tutte le dimensioni della cura oncologica, dalla presa in carico multidisciplinare alla ricerca e formazione, fino alla costante innovazione e collaborazione su scala europea.

Infatti, la certificazione OECI è uno dei più alti riconoscimenti europei per i centri oncologici e implica diversi aspetti fondamentali. Ha una validità di 4-5 anni e richiede un processo continuo di miglioramento e una nuova valutazione periodica per il rinnovo.
L’accreditamento OECI si ottiene dopo un processo che prevede un’autovalutazione interna e una revisione esterna da parte di auditor internazionali, con verifica sul campo del rispetto di standard europei di eccellenza nella cura del cancro.

Il centro certificato si impegna a garantire cure oncologiche di alta qualità, adottando un approccio multidisciplinare e innovativo, con attenzione alla prevenzione, diagnosi, trattamento, ricerca e formazione continua rivolti al miglioramento continuo.
La certificazione OECI, soprattutto al livello di “Comprehensive Cancer Center”, attesta che l’istituto integra le attività cliniche, di cura, di ricerca scientifica e di formazione accademica, favorendo così l’innovazione e la produzione scientifica.

I centri OECI fanno parte di una rete europea, partecipano a progetti di ricerca comuni e contribuiscono allo sviluppo di nuovi modelli di cura e ricerca oncologica. Il programma OECI mira a uniformare e migliorare i livelli di assistenza oncologica in Europa, consentendo il confronto tra i diversi centri certificati e la condivisione delle migliori pratiche.

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