dilatatori vaginali

A cosa serve il dilatatore vaginale e come funziona

Un dilatatore vaginale serve a recuperare l’elasticità della vagina quando il dolore o cambiamenti dei tessuti ostacolano i rapporti o la semplice visita ginecologica. È un dispositivo medico usato nella riabilitazione dopo terapie oncologiche, chirurgia o in condizioni di ipertono del pavimento pelvico e atrofia vaginale. Aiuta i muscoli a rilassarsi, i tessuti a tornare più morbidi e il sistema nervoso a ridurre la risposta di allarme legata al dolore.

Sembrano sex toys, ma sono degli ausili medicali molto utili per la donna durante il percorso oncologico. Vaginismo, dispareunia, vulvodinia, contrattura pelvica, esiti cicatriziali post‑chirurgici o post‑radioterapia, atrofia vaginale e altre condizioni che rendono difficile o impossibile la penetrazione, si possono curare con programmi che utilizzano il dilatatore vaginale. Ecco le risposte alle tue domande sui dilatatori vaginali

Cosa sono i dilatatori vaginali

Forma cilindrica, superficie liscia, aggraziato da colori pastello: questo è l’aspetto di un dilatatore vaginale, dispositivo medico terapeutico.

Progettati per aiutare ad avere consapevolezza della muscolatura pelvica, i dilatatori vaginali aiutano a rilassare e allungare i muscoli del pavimento pelvico e della vagina.

Si acquistano in set composti da più pezzi, in genere 4-6, che hanno lunghezza e diametro differenti, in modo da consentire una dilatazione progressiva e controllata dei tessuti vaginali e dei muscoli che circondano il canale. Sono realizzati in silicone o in plastica medicale, e sono pensati per l’uso ripetuto necessario quando si effettua un percorso di riabilitazione.

Perché è utile usare i dilatatori?

I dilatatori vaginali non nascono come sex toys, sono degli ausili medicali che servono a trattare il dolore pelvico, a ridurre l’ipertono e la reattività dolorosa del pavimento. pelvico.

I dialatatori si usano per trattare dolore e disturbi che ostacolo i rapporti sessuali, dal vaginismo alla dispareunia, dalla vulvodinia all’ipertono del pavimento pelvico, dall’atrofia post‑menopausa agli esiti di chirurgia o radioterapia pelvica.

Aiutano a mantenere o recuperare calibro e profondità della vagina, aumentano l’elasticità dei tessuti, limitano aderenze e cicatrici dopo interventi ginecologici o trattamenti oncologici.

Non solo: i dilatatori migliorano la funzione sessuale e relazionale. Riducendo il dolore e l’ansia legati alla penetrazione possono aumentare lubrificazione, comfort e piacere, facilitare gli esami ginecologici e favorire la ripresa dell’intimità di coppia dopo interventi e malattie.

Come funzionano i dilatatori vaginali

I dilatatori vaginali funzionano come strumento che rieduca muscoli e tessuti a tollerare lo stimolo senza dolore. “Si comincia usando la misura più piccola che si inserisce con un disagio minimo e si mantiene in vagina per alcuni minuti, più volte alla settimana, in un contesto di rilassamento guidato” spiega la dottoressa Elena Bartozzi, fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico.

Questo esercizio consente un allungamento progressivo dei muscoli del pavimento pelvico e un miglioramento dell’elasticità dei tessuti vaginali, riducendo ipertono e spasmi riflessi che rendono dolorosa o impossibile la penetrazione.

“In parallelo, la ripetizione dell’esperienza in condizioni di sicurezza insegna gradualmente al sistema nervoso centrale a non interpretare la penetrazione come minaccia: così si abbassa la risposta di allarme e l’iperreattività dolorosa” aggiunge la dottoressa.

Per questo motivo i dilatatori vengono inseriti in protocolli di riabilitazione che affiancano al lavoro meccanico esercizi di respirazione, tecniche di rilassamento e supporto professionale.

Elena Bertozzi Riabilitazione Pelvica

Dottoressa Elena Bertozzi, fisioterapista specializzata in riabilitazione del pavimento pelvico

Come inserire un dilatatore vaginale

Inserire un dilatatore vaginale è molto semplice, ancora più facile di mettere un assorbente interno. Prima si lavano mani e dilatatore vaginale con acqua calda e sapone delicato. Poi si applica un lubrificante intimo a base acquosa sul dilatatore e all’ingresso vaginale.

“Ci si mette in posizione comoda e rilassata: l’ideale è sdraiarsi sulla schiena con le ginocchia piegate e leggermente divaricate. Con una mano si separano delicatamente le piccole labbra e con l’altra si orienta l’estremità arrotondata del dilatatore verso il basso e la schiena, seguendo il naturale percorso vaginale” spiega la fisioterapista. “Basta inserire il dilatatore lentamente, con una pressione leggera e continua; ci si ferma se si avverte resistenza o dolore. In quel caso la terapeuta aiuta la paziente a rilassare il pavimento pelvico prima di riprovare, eventualmente con una misura più piccola”.

Una volta inserito alla profondità indicata dalla terapeuta, si mantiene il dilatatore vaginale in sede alcuni minuti e, se previsto, si eseguono piccoli movimenti per favorire la dilatazione uniforme dei tessuti, ma facendo tutto sempre all’insegna del comfort.

Quali sono i benefici dei dilatatori

Dopo una terapia oncologica pelvica, come la radioterapia, i dilatatori vaginali vengono spesso proposti come parte della riabilitazione per contrastare le conseguenze sui tessuti genitali. “Le radiazioni possono infatti causare stenosi vaginale, accorciamento, restringimento e tendenza delle pareti a “incollarsi” tra loro, con cicatrici fibrotiche che rendono difficili gli esami interni e dolorosi o impossibili i rapporti penetrativi” racconta la dottoressa Bertozzi.

“L’uso regolare del dilatatore, iniziato nei tempi indicati dall’équipe oncologica, aiuta a mantenere il canale vaginale aperto, morbido e più elastico, riducendo il rischio di aderenze e preservando lunghezza e calibro della vagina nel medio‑lungo periodo”.

Alcuni studi prospettici mostrano che un programma di dilatazione continuativo, per mesi, è associato a minore stenosi, migliore tolleranza agli esami ginecologici di follow‑up e a un miglioramento della vita sessuale riferita dalle pazienti.

Oltre al beneficio fisico, molte donne descrivono la pratica con il dilatatore come un modo graduale per riavvicinarsi al proprio corpo dopo il tumore e le terapie oncologiche, recuperando fiducia e senso di controllo sulla propria sessualità.

Quali esercizi si fanno con i dilatatori vagnali

Gli esercizi con i dilatatori vaginali ruotano attorno a tre pilastri: respirazione diaframmatica, rilassamento del pavimento pelvico e movimenti lenti del dispositivo.

“Prima dell’inserimento, si eseguono alcuni minuti di respiri profondi lenti, concentrandosi sull’allungamento del ventre durante l’inspirazione e sul rilascio di glutei, cosce e muscoli vaginali durante l’espirazione, per ridurre tensione e vigilanza dolorosa” spiega la fisioterapista.

“Una volta posizionato il dilatatore, si mantiene in vagina per 5–10 minuti, continuando a respirare e immaginando il pavimento pelvico che scende e si ammorbidisce, eventualmente aggiungendo piccoli movimenti, sempre senza superare la soglia del dolore”.

I protocolli clinici suggeriscono sedute brevi ma a cadenza regolare, con progressione graduale della profondità e delle dimensioni, definita insieme al professionista che segue la paziente.

dilatatori vaginali come si usano

I dilatatori vaginali per la riabilitazione del pavimento pelvico e per contrastare i sintomi dell’atrofia vaginale post terapie oncoliche si acquistano in kit, composti da pezzi di diverse misure.

Perché usare i dilatatori per la riabilitazione

I dilatatori servono a rieducare la risposta muscolare e sensoriale della vagina, intervenendo sia sul dolore sia sull’ansia legata alla penetrazione.
“L’importante, però, è utilizzarli sotto indicazione e supervisione di ginecologi o fisioterapisti del pavimento pelvico,che li integrano in un protocollo più ampio. con esercizi di rilassamento, respirazione, lavoro manuale” sottolinea la dottoressa Elena Bertozzi.

In questo contesto diventano uno strumento con cui la paziente svolge un ruolo attivo: imparando a inserire e mantenere il dilatatore, modulando la pressione e la dimensione nel tempo, esercita la capacità di rilassare i muscoli perivaginali attorno a un oggetto che simula la penetrazione in condizioni di sicurezza e controllo.

Contributor

fisioterapia pavimento pelvico

Dottoressa Elena Bertozzi, Fisioterapista del pavimento pelvico, consulente sessuale e Docente Universitaria a Parma. Seguila sul suo account Instagram. Poliambulatorio Sirio a Fidenza (PR).

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