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Il neuroblastoma infantile: un papà racconta il cancro della figlia

Diventare nuovamente papà e dopo un anno trasformarti in caregiver. Questo è quello che è successo a Luciano Rutolo quando alla sua piccola Greta hanno diagnosticato il tumore dei bambini: un neuroblastoma infantile.

“Non c’è una scuola che ti insegna a essere un caregiver. Lo impari strada facendo, così come impari a diventare genitore. Due compiti importanti che per Luciano Rutolo si sono presentati a poca distanza l’uno dall’altro. Quando il 23 dicembre 2021 ha scoperto che la figlia Greta, che allora aveva un anno, aveva un neuroblastoma, un tumore legato alle cellule del sistema nervoso.

Neuroblastoma infantile: sintomi da decifrare

Una famiglia come tante quella di Luciano, pianista e imprenditore culturale sposato con Romina con cui ha due bambine. Una famiglia felice e tranquilla, fino al 23 dicembre 2021 quando una dottoressa pronuncia la parola neuroblastoma. “Da qualche mese Greta, nostra figlia più piccola, soffriva di episodi strani: si arrossava metà del viso e provava dolore. Abbiamo fatto una serie di controlli e all’inizio i medici hanno ipotizzato una sindrome al nervo trigemino. Ma un’oncologa più scrupolosa, per fortuna, è andata a fondo e ha scoperto che quelli erano i sintomi del neuroblastoma infantile”.
Il neuroblastoma è un tumore pediatrico che rappresenta circa il 7% dei tumori infantili, e si manifesta nei primi cinque anni di vita con sintomi differenti in base a dove è localizzato.

La diagnosi del tumore infantile è precisa e sconvolgente

“Questo tumore che si sviluppa soprattutto nei bambini colpisce le cellule del sistema nervoso simpatico, i neuroblasti, localizzate in zone diverse. Quello di Greta è neuroblastoma al mediastino, ovvero la cavità tra polmoni e cuore” spiega con precisione Luciano. La notizia del tumore infantile diagnosticato a Greta è travolge tutto e tutti. “Il giorno prima ti dividi tra lavoro e giochi con le bimbe, quello successivo ti ricoverano con la piccola in ospedale perché lei ha il cancro. Era tutto nuovo per noi, nuovo e sconvolgente”.
Luciano cerca informazioni e supporto e le trova nell’Associazione italiana per la lotta al neuroblastoma, che dal 1993 sostiene la ricerca e le famiglie dei piccoli malati.

Mi piacerebbe che ci fosse un po’ più di luce in questi momenti dolorosi. Sogno una visione del cancro meno pessimista, per aiutare chi ne soffre a ritrovare l’entusiasmo”.

Accettare e agire: il motto del papà di Greta

Greta viene sottoposta ad accertamenti approfonditi. Il neuroblastoma infantile di Greta non è operabile ma per fortuna non è tra i più aggressivi. Gli specialisti, quindi, consigliano la chemioterapia per ridurre la massa maligna. Subito dopo Natale, il percorso oncologico inizia. “Lo scoglio più grande da affrontare è accettare questa malattia. L’accettazione è una fase cruciale. Non significa rassegnarsi, ma accettare che ci sia il tumore senza colpevolizzarsi o chiedersi perché è successo”.

“Accetta e agisci: così aiuti chi ha il cancro”, sono le parole che Luciano Ruotolo ripete spesso nella nostra intervista. “Accanirsi con il destino, arrabbiarsi e pensare che sia tutto perduto è inutile” prosegue. “Meglio prendere coscienza della nuova realtà e non farsi troppe domande. La prima legge della sopravvivenza è imparare ad adattarsi”. 

La terapia per il neoblastoma al mediastino

Luciano ripercorre i mesi in ospedale e prova a sorridere, nonostante tutto. “Greta ha fatto 4 cicli di chemio. Sono stati mesi difficili in cui non è mai uscita dall’ospedale e ha sofferto di disturbi molto seri. Io e mia moglie abbiamo provato a stringere un’alleanza per gestire la nuova quotidianità: cercavamo di essere allegri e sorridenti, senza però nascondere sentimenti e preoccupazioni. La presenza dei nostri genitori e dei veri amici è stata un supporto fondamentale. Abbiamo scoperto che tante persone ci vogliono davvero bene e anche in quel calvario abbiamo condiviso momenti felici”.

Come si sta accanto un bambino con il tumore

Anche se la malattia delle persone che ami può paralizzare e toglierti ogni speranza, bisogna trovare la leva per rialzarsi. Luciano e la sua famiglia l’hanno identificata nell’azione, nell’impegno. “Ci siamo messi all’opera e sono diventato molto attivo con l’Associazione per la lotta al neuroblastoma. Loro ci hanno offerto aiuto, a livello pratico e psicologico, così poi ho voluto ricambiare sostenendo le campagne, per esempio, che servono a raccogliere fondi per la ricerca. In questi momenti capisci che la scienza è la chiave di tutto”.

Dopo la tempesta, adesso sembra essere tornato il sereno. Il tumore di Greta si è ridotto dell’80% e ora va monitorato con follow up frequenti e mirati. La piccola e la sua famiglia si godono la bellezza della normalità dei suoi 2 anni, fatta di passi veloci, sorrisi e piccole, grandi scoperte. Luciano e la moglie provano a riprendere fiato, facendo il bilancio di questa esperienza e regalando qualche consiglio ai caregiver: “Fatevi aiutare: il supporto psicologico è molto importante, così come la condivisione con chi ha già vissuto questa malattia”.

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